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Pasta frolla per crostata di frutta da 28 cm, dosi e cottura

Giuseppa Lombardi

Giuseppa Lombardi

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18 luglio 2026

Deliziosa crostata di frutta da 28 cm con pasta frolla, crema pasticcera e un tripudio di fragole, kiwi, mandarini, lamponi e more.

Quando la frutta deve restare protagonista, la base deve essere friabile ma abbastanza solida da sostenere crema e decorazione. Qui trovi le dosi precise per una pasta frolla adatta a una crostata di frutta da 28 cm, con metodo di lavorazione, cottura in bianco, scelta della farcitura e accorgimenti per evitare che il guscio si rompa o diventi molle.

La base giusta per una crostata equilibrata e croccante

  • 500-550 g di impasto sono sufficienti per uno stampo da 28 cm.
  • Lo spessore ideale è di 3-4 mm, compresi i bordi.
  • Il riposo in frigorifero deve durare almeno 60 minuti.
  • La base va cotta in bianco prima di aggiungere crema e frutta.
  • Crema pasticcera fredda, frutta asciutta e gelatina leggera proteggono la friabilità.

Deliziosa crostata di frutta 28 cm su pasta frolla, ricca di fragole, kiwi, pesche, mirtilli, lamponi e ribes.

Le dosi precise per uno stampo da 28 cm

Per una crostata standard, con bordo alto circa 2 cm, preparo un impasto di poco superiore ai 500 grammi. Questa quantità permette di rivestire bene fondo e pareti, lasciando anche un piccolo margine per rifinire il bordo senza stendere la frolla troppo sottile.

Ingrediente Quantità Funzione
Farina 00 300 g Dà struttura all’impasto
Burro freddo 150 g Rende la base friabile
Zucchero a velo 110 g Garantisce una consistenza più fine
Uovo medio 1 Amalgama gli ingredienti
Tuorlo 1 Aggiunge colore e morbidezza
Scorza di limone ½ limone non trattato Profuma senza coprire la frutta
Sale 1 pizzico Rende più netto il sapore

Io scelgo lo zucchero a velo perché crea una frolla più liscia, adatta a essere farcita con crema pasticcera. Lo zucchero semolato va bene se preferisci una consistenza leggermente più rustica, ma l’impasto risulterà meno uniforme.

Come lavorare la frolla senza renderla dura

Taglia il burro freddo a cubetti e lavoralo con la farina fino a ottenere un composto sabbioso. Questa fase si chiama sabbiatura e serve a rivestire la farina di grasso, limitando la formazione di glutine.

  1. Unisci lo zucchero a velo, il sale e la scorza di limone.
  2. Aggiungi l’uovo e il tuorlo già leggermente sbattuti.
  3. Impasta rapidamente fino a ottenere un panetto omogeneo.
  4. Appiattiscilo, avvolgilo e lascialo riposare in frigorifero per almeno 60 minuti.

Non aggiungere farina in abbondanza se l’impasto sembra morbido. Spesso basta raffreddarlo. Lavorarlo troppo o scaldarlo con le mani produce una base elastica che in cottura tende a ritirarsi.

Dopo il riposo, stendi la frolla tra due fogli di carta forno fino a raggiungere 3-4 mm di spessore. Trasferiscila nello stampo senza tirarla, falla aderire bene agli angoli e rifila il bordo con un coltello.

La cottura in bianco fa la differenza

La crostata di frutta viene farcita dopo la cottura, quindi il guscio deve cuocere senza crema. Bucherella il fondo con una forchetta, coprilo con carta forno e aggiungi pesi in ceramica oppure legumi secchi.

  1. Raffredda lo stampo già rivestito per 20-30 minuti.
  2. Cuoci in forno statico preriscaldato a 175 °C per circa 15 minuti con i pesi.
  3. Rimuovi carta e pesi, poi prosegui per altri 8-12 minuti.
  4. Sforna quando il bordo è dorato e il fondo appare asciutto.

Il tempo può cambiare in base al forno e al materiale dello stampo. Con uno stampo scuro la base colora più velocemente, mentre uno stampo in metallo chiaro favorisce una cottura più uniforme. La frolla deve essere completamente fredda prima di essere sformata.

Se il fondo si gonfia, di solito i buchi non sono sufficienti oppure la carta non aderisce bene. Per una base particolarmente regolare, puoi appoggiare sopra la frolla un secondo disco di carta e una quantità abbondante di pesi, distribuiti fino ai bordi.

Crema, frutta e finitura senza perdere croccantezza

Per uno stampo da 28 cm sono sufficienti circa 500-600 g di crema pasticcera. Deve essere fredda e piuttosto densa, altrimenti bagna rapidamente il fondo. La spalmo solo quando il guscio è a temperatura ambiente.

La frutta va lavata e asciugata con cura. Fragole, pesche, albicocche, kiwi, uva e frutti di bosco funzionano bene perché offrono colori e consistenze diverse. In una versione ispirata ai sapori del Nord Italia, trovo interessante abbinare pere, mirtilli e lamponi, con una crema poco zuccherata.

  • Metti la frutta più pesante, come pesche e pere, alla base.
  • Completa con frutti delicati e piccoli, come mirtilli e ribes.
  • Evita di tagliare la frutta molte ore prima, soprattutto se contiene molta acqua.
  • Spennella con poca gelatina neutra o confettura di albicocche setacciata.

La gelatina non serve solo a rendere lucida la superficie. Forma una barriera sottile contro l’umidità e rallenta l’ossidazione della frutta. Non esagerare, però: uno strato spesso rende il dolce pesante e copre il sapore degli ingredienti.

Gli errori più comuni e come correggerli

La frolla si rompe mentre la trasferisci

Probabilmente è troppo calda oppure è stata stesa troppo sottile. Rimettila in frigorifero per 10 minuti e, per spostarla, arrotolala delicatamente sul mattarello invece di sollevarla con le mani.

Il bordo scende durante la cottura

Le cause più frequenti sono il riposo insufficiente e l’impasto tirato mentre riveste lo stampo. Pressa la frolla senza tenderla e raffredda lo stampo prima di infornarlo. Un bordo di 2 cm è più stabile di uno molto alto e sottile.

Il fondo resta molle

Può dipendere da una crema ancora tiepida, dalla frutta troppo umida o da una cottura incompleta. Lascia asciugare bene il guscio e, se il forno lo consente, cuocilo negli ultimi minuti sul ripiano più basso.

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La base è dura invece che friabile

In genere è stata lavorata troppo oppure ha cotto troppo a lungo. La frolla continua a rassodarsi mentre si raffredda, quindi va tolta dal forno quando è dorata ai bordi ma non scura al centro.

Come conservarla e organizzare il lavoro

Il guscio cotto si conserva per 2 giorni in un contenitore ben chiuso, a temperatura ambiente e lontano dall’umidità. La frolla cruda può riposare in frigorifero fino a 48 ore oppure essere congelata ben avvolta per circa 2 mesi.

Per ottenere una crostata più croccante, preparo il guscio il giorno prima e lo farcisco poche ore prima di servirlo. Una volta aggiunte crema e frutta, è preferibile consumare il dolce entro 24 ore e conservarlo in frigorifero, coperto senza schiacciare la decorazione.

Il risultato migliore nasce da tre dettagli semplici: burro freddo, riposo adeguato e cottura completa. Con queste dosi per 28 cm ottieni una base equilibrata, abbastanza friabile da sciogliersi al morso e abbastanza resistente da sostenere una crema pasticcera e una generosa corona di frutta fresca.

Domande frequenti

Per uno stampo da 28 cm con bordo alto circa 2 cm servono 500-550 g di impasto. Stendi la frolla a uno spessore di 3-4 mm, così il guscio resta abbastanza solido senza diventare duro.

Usa burro freddo, lavora rapidamente l'impasto e lascialo riposare in frigorifero per almeno 60 minuti. Dopo aver rivestito lo stampo, non tirare la frolla e raffreddala per altri 20-30 minuti prima di cuocerla.

Bucherella il fondo, coprilo con carta forno e aggiungi pesi in ceramica o legumi secchi. Cuoci in forno statico preriscaldato a 175 °C per circa 15 minuti, poi rimuovi pesi e carta e prosegui per altri 8-12 minuti, finché il bordo è dorato e il fondo asciutto.

Farcisci il guscio freddo con 500-600 g di crema pasticcera fredda e piuttosto densa. Asciuga bene la frutta, aggiungila poco prima di servire e spennella la superficie con poca gelatina neutra o confettura di albicocche setacciata.
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pasta frolla crostata cottura in bianco crema pasticcera gelatina

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Autor Giuseppa Lombardi
Giuseppa Lombardi
Mi chiamo Giuseppa Lombardi e da 13 anni mi dedico con passione alla scoperta e alla valorizzazione della ricca tradizione culinaria bergamasca. Il mio percorso è nato da un profondo legame con il territorio e dal desiderio di condividere le autentiche ricette, i tesori enogastronomici e i luoghi dove gustare il meglio della cucina locale. In questo spazio, mi impegno a rendere accessibili e comprensibili le sfumature della cucina bergamasca, verificando le informazioni e confrontando le diverse preparazioni per offrire contenuti sempre accurati e aggiornati. Il mio obiettivo è guidarvi attraverso i sapori e le storie che rendono unica questa terra, con un approccio chiaro e un occhio attento ai dettagli.
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